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RIFORMA COSTITUZIONALE
Cosa cambia per i Comuni e i cittadini

Sì, NO, FORSE…

Venerdì 18 novembre – Ore 17,30
Nuovo Cinema Moderno – via Marsala 125, Manciano

Incontro con:
ANDREA ROMANO, deputato del Partito Democratico e condirettore de l’Unità
LAURA RAVETTO, deputata di Forza Italia
ALESSANDRO ANTICHI, ex sindaco di Grosseto e consigliere regionale di Forza Italia
Introduce GIULIO DETTI, assessore alla cultura, turismo e bilancio del Comune di Manciano
Modera il dibattito Donatella Borghesi, giornalista

Il 4 dicembre si vota per la riforma costituzionale. Un appuntamento importante, che deciderà della nostra forma di stato. La riforma – già approvata alla Camera e al Senato – cambia alcuni articoli della seconda parte della carta costituzionale, che rimane invece invariata nella prima parte, quella che stabilisce i valori fondanti della nostra Repubblica parlamentare.

Ora i cittadini sono chiamati a esprimere il loro parere, in un esercizio di democrazia a cui non possiamo rinunciare.
Siamo entrati in una fase del dibattito che speriamo lasci i toni apocalittici, la personalizzazione e lo scontro politico estremo: si vota sulla riforma, non sul gradimento del governo. Una riforma attesa da decenni e mai raggiunta, che ha lo scopo di superare il bicameralismo perfetto, ridurre i costi della politica e snellire la burocrazia, male antico del nostro paese.

Nell’incontro a cui vi invitiamo abbiamo scelto di entrare nel merito dei temi che più avranno conseguenze dirette per la comunità locale, cioè i rapporti tra stato e regioni: con la costituzione di un Senato rappresentante dei territori si trasformeranno profondamente.

Chiederemo quindi ai relatori che si confronteranno con noi di parlare soprattutto dei “famigerati” art. 70 e 117 (che sono così lunghi perché per ridisegnare il nuovo senato e i nuovi rapporti tra stato e regioni è stato necessario fare rimandi ad altri articoli).

Che conseguenze avrà la riforma sul piano economico e sociale?

Eliminando i contenziosi sulle competenze reciproche – che oggi solo la Corte Costituzione può dirimere – riuscirà a eliminare gli sprechi, i veti e le letture diverse di ogni problema?

Che conseguenze avrà per il lavoro, per il sistema energetico, per le infrastrutture, per il commercio estero, per il turismo?

Un’ultima cosa, per spiegare perché abbiamo scelto un titolo così politicamente scorretto…

Quel “sì, no, forse” è un invito a valutare tutte le sfumature, quei “so” e quei “ni”, quelle incertezze e quei dubbi che sentiamo nella vita reale e che hanno così poco spazio nei talk show televisivi. Essere pienamente cittadini vuol dire sapersi confrontare, cioè ascoltare i pareri diversi dai tuoi e ribattere argomentando i propri. Con civiltà e rispetto. Perché la democrazia è questa.
Vi aspettiamo.