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La scelta di dimetterci e di conseguenza sciogliere il consiglio comunale andando a nuove elezioni, è stata un atto estremamente sofferto, ma necessario per il bene del territorio e per porre fine alla situazione di assoluto stallo amministrativo ed ingovernabilità che si era creata negli ultimi mesi.

Noi crediamo che un amministratore debba avere il coraggio di assumersi le proprie responsabilità, compiendo quando necessario atti forti nell’interesse del territorio.

Vogliamo ricordare i fatti degli ultimi mesi, che hanno generato la frattura insanabile all’interno della maggioranza che ci ha poi portato a questa sofferta decisione.

Per quasi un anno abbiamo continuamente richiesto maggiore condivisione sulle scelte amministrative e chiarezza sulla linea politica tenuta dal sindaco su tematiche importanti come la gestione dei ciclo dei rifiuti, il modello organizzativo interno del comune ed il piano strutturale.

Dopo aver costatato che tali richieste rimanevano vane, come dimostrato dagli oltre sette mesi senza riunioni di maggioranza e pre-consiliari, il 31 Agosto 2011 abbiamo deciso di costituire, come da consueta prassi democratica, un gruppo consiliare nel tentativo di rianimare il confronto democratico all’interno della maggioranza.

Le richieste del nostro gruppo sono state sempre chiare ed esplicitate sia in consiglio comunale che sulla stampa, chiedevamo solo e soltanto quello che è il legittimo diritto di un consigliere comunale democraticamente eletto, cioè la partecipazione ai processi decisionali, detto in altri termini maggiore collegialità ed informazione sulle decisioni prese.

La reazione che ne è seguita è stata in linea con quell’arroganza della gestione del potere tipica di chi vuol sopprimere ogni dialogo democratico costruttivo all’interno della maggioranza, il sindaco infatti il 12 Settembre 2011, con un gesto che passerà sicuramente alla storia del comune di Manciano, decise di revocare tutti i componenti del nostro gruppo dai rispettivi incarichi.

Tale decisione, inspiegabile sia dal punto di vista politico che amministrativo, di fatto ha privato l’amministrazione di ben quattro consiglieri che erano stati democraticamente eletti e che avevano portato avanti progetti con passione ed impegno in questi due anni e mezzo.

Nonostante tale gesto ci avesse ferito profondamente sia sul lato politico che personale, e nonostante fosse assurdo revocarci da un incarico dichiarando di non avere più fiducia in noi e successivamente venirci a chiedere ad ogni consiglio i voti per andare avanti, per senso di responsabilità astenendoci sul bilancio, durante il consiglio del 14 Ottobre abbiamo consentito all’amministrazione di proseguire il proprio mandato.

Ad onor del vero, al momento della nostra epurazione di massa, abbiamo deciso di dare un appoggio esterno alla nuova giunta comunale, valutando di delibera in delibera secondo coscienza e offrendo la possibilità al sindaco Mecarozzi ed alla nuova squadra di governare nel pieno delle loro facoltà e di dimostrare sia a noi che alla cittadinanza di cosa fossero capaci.

Come è stato constatato in maniera unanime dalla popolazione dai primi di Settembre l’apparato amministrativo del comune di Manciano è stato paralizzato. La nostra epurazione ha privato l’amministrazione della sua spina dorsale e gli assessori, dopo aver assunto nuovi incarichi, si sono preoccupati più di fare il processo ai progetti dei loro predecessori, che di mettere in campo proprie progettualità o proseguire, di concerto con gli uffici comunali, quelli iniziati.

La gestione dei beni museali, del cinema e di tutti i progetti legati al turismo, ne sono un classico esempio, e pensare che soprattutto le attività turistiche e commerciali avrebbero avuto estremamente bisogno di un sostegno forte in un periodo di grave crisi come questo.

Ma di iniziative in tal senso, neanche l’ombra, tanto da risultare per il ponte dell’8 Dicembre, l’unico comune della provincia di Grosseto senza alcuna manifestazione turistica, certificando con ciò una drammatica latitanza di progettualità legate al turismo ed al commercio.

A tutto questo si aggiunge l’iter pachidermico del piano strutturale, portato in approvazione con due anni e mezzo di ritardo nel tentativo, poi rivelatosi vano, di rincorrere la chimera del fotovoltaico, nonostante più volte in campagna elettorale fosse stata promessa un’immediata approvazione.

Nelle ultime settimane abbiamo avuto la possibilità di esaminare attentamente le ultime modifiche, verificando che fossero presenti diversi aspetti su cui intervenire e correggere il tiro, cosa puntualmente avvenuta durante l’ultimo consiglio comunale, grazie anche al senso civico del gruppo di minoranza che si è dimostrato sensibile a quelle tematiche di tutela del territorio e di equità delle scelte politiche a noi tanto care.

In sostanza proprio grazie al senso di responsabilità nostro e della minoranza, per garantire uno strumento urbanistico tanto atteso, nonostante la situazione fosse ormai insostenibile da tempo, abbiamo deciso di rassegnare le dimissioni congiunte solamente dopo l’approvazione del piano strutturale.

Una volta approvato il piano “ripulito”, preso atto dell’attuale incapacità amministrativa di una giunta che di fatto, dopo la nostra epurazione, non rappresentava più la maggioranza dei cittadini, sono state presentate congiuntamente le dimissioni, consentendo alla cittadinanza di tornare alla elezioni e scegliere, come è giusto che avvenga in democrazia, da chi essere amministrata per il prossimo quinquennio.

Tale gesto è stato sicuramente sofferto e ci lascia un profondo rammarico nel cuore, purtroppo l’arroganza con cui sono state prese certe decisioni politiche, fra cui spicca la revoca delle nostre deleghe, forse suggerita da cattivi consiglieri, ha di fatto soppresso il confronto democratico e di conseguenza la vita dell’amministrazione.

Oltre che nelle scelte politiche vere e proprie è nella differenza di metodo e di approccio alla vita amministrativa che ci siamo sentiti inconciliabili con il modo di governare dell’ex-sindaco Mecarozzi e della sua giunta.

Il gruppo Manciano Comune Aperto era nato all’insegna di un nuovo modo di fare politica, fatto di democrazia partecipata e riunioni pubbliche, quello che ne è scaturito dopo la vittoria elettorale è una amministrazione di palazzo, che durante il suo mandato non ha mai fatto nessun dibattitto pubblico con la cittadinanza e nessuna riunione con i dipendenti comunali.

Un’amministrazione il cui potere è sempre stato gestito in modo oligarchico, via via escludendo, oltre che la partecipazione popolare, anche quella dei componenti democraticamente eletti, tanto da rendere il nome Manciano Comune Aperto con cui era stata battezzata un paradossale ossimoro.

Molto probabilmente qualcuno ha confuso il termine comandare con quello governare e proprio per restituire il potere decisionale alla popolazione, abbiamo deciso, con estremo coraggio ed orgogliosi di questa assunzione di responsabilità, di interpretare il volere dei cittadini, regalando una nuova squadra di governo ai mancianesi, da scegliere democraticamente alle prossime elezioni.

Ci teniamo a far presente che essendo arrivati ormai a fine anno, i pochi mesi in cui il comune sarà gestito dal commissario, non creeranno alcun problema alla vita amministrativa, in pratica abbiamo semplicemente anticipato quello che sarebbe avvenuto nel naturale passaggio di consegne del 2014 e, conoscendo bene i soggetti ed apprezzando la loro professionalità, siamo sicuri che il lavoro congiunto di commissario, dirigenti e dipendenti comunali in questi mesi sarà di assoluto livello e garantirà a noi tutti servizi pubblici funzionali.

Adesso si preannuncia una lunga campagna elettorale, noi del gruppo “Per il Nostro Comune” ci auguriamo che durante questi mesi si parli di politica e di programmi per il futuro del nostro territorio e che non si riconduca il tutto ad aspetti personali.

Da parte nostra, così come abbiamo sempre fatto, utilizzeremo sempre mezzi di comunicazione ufficiali, come il nostro sito web, i comunicati stampa ed i dibattiti pubblici, in quanto non ci piacciono le offese, le chiacchiere ed i pettegolezzi dove la controparte non può replicare.

Ci auguriamo che tutti seguano questo esempio e soprattutto che da domani si inizi a pensare non a cosa è stato, ma a cosa sarà, concentrandosi e confrontandoci su proposte concrete di pianificazione del futuro del nostro splendido territorio. Noi di certo questo faremo.

Gruppo “Per Il Nostro Comune”

Composto dagli ex-consiglieri comunali:
Amaddii Eleonora, Bulgarini Serena, Denei Roberto e Detti Giulio