Discorso Effettuato al Consiglio sul Piano Strutturale il 13 Dicembre 2011

Oggi è una giornata importante per il futuro del nostro territorio, di sicuro l’appuntamento politico più importante degli ultimi dieci anni, proprio per questo motivo riteniamo che sia fondamentale illustrare tutti gli aspetti del piano strutturale, andando ad analizzare non solo il documento in approvazione, ma la storia di questi ultimi due anni e mezzo, in quanto è solo analizzando la storia che si può realmente capire cosa è accaduto in questo periodo.

Prima di parlare del piano strutturale, crediamo sia importante ripercorrere le ultime settimane di vita politica.

Successivamente alla costituzione del nostro gruppo consiliare, c’è chi si è divertito in modo meschino a fare illazioni sulle motivazioni della nostra scelta politica.

Sono state dette e continuano ad essere insinutate accuse di vario genere e soprattutto sono state fatte le più disparate ipotesi su chi realmente ci potesse essere dietro a noi quattro.

Credo che ormai si chiarissimo alla cittadinanza quali sono i veri principi che animano la nostra azione politica ed oggi durante la discussione del piano strutturale tutto questo risulterà ancora più evidente a tutti.

In ogni caso invitiamo i soggetti che si sono divertiti a fare queste illazioni ad affermarle in questa sede, durante il consiglio comunale e davanti al segretario comunale che verbalizza.

Noi saremo realmente felici di dibattere su dei dati concreti portati sopra al tavolo.

Se così non sarà, e così non sarà, allora invitiamo questi soggetti, figli della vecchia politica da bar, una volta per tutte a tacere.

Noi quello che dobbiamo dire, così come abbiamo sempre fatto, lo diremo con estrema chiarezza, pubblicamente oggi durante il consiglio comunale.

Molto probabilmente al momento della composizione della lista elettorale, chi ha diretto i giochi pensava che quattro persone giovani della politca non potessero essere in grado di comprendere alcune dinamiche e soprattutto leggere, ragionare, capire, riflettere ed assumere una propria posizione autonoma con il coraggio di portarla avanti senza possibilità di condizionamento.

Ci dispiace per chi pensava questo ed è rimasto deluso, ma noi siamo così e come diceva un personaggio dal notevole spessore politico come Aldo Moro: “Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi.”

E’ proprio per questo motivo che noi non ci doliamo di dire la verità e proprio questa verità ci da la forza ed il coraggio per portare avanti le nostre idee ed i nostri principi.

Ma veniamo nel concreto al punto all’ordine del giorno cercando innanzitutto di spiegare e fare chiarezza su cosa è il piano strutturale.

Una prima precisazione importante da fare è che il piano strutturale non è lo strumento urbanistico equivalente al vecchio piano regolatore. Infatti la legge regionale 1 del 2005 ha riformato la materia creando una nuova articolazione del piano regolatore generale che viene suddiviso in due parti: Piano Strutturale e Regolamento Urbanistico.

Questo significa che approvando il piano strutturale si dota l’ente dello strumento di pianificazione, ma l’iter non è ancora concluso in quanto rimane da completare lo strumento operativo, cioè il regolamento urbanistico, il quale necessita di un periodo che va dai due ai tre anni.

Va inoltre precisato che l’iter di approvazione del piano strutturale è composto da tre fasi: adozione, osservazioni ed approvazione.

Vogliamo riassumere le date importanti degli ultimi tre anni e spiegare cosa è in discussione oggi:

Il 10.11.08 è stato adottato, con delibera del consiglio comunale, dalla precedente amministrazione il piano strutturale e nei 60 giorni successivi sono state presentate le osservazioni.

A Giugno del 2009 si è insediata la nuova amministrazione e nonostante fossero scaduti i termini, in questi due anni sono state raccolte osservazioni presentate oltre i termini di legge.

Per oltre due anni e mezzo, in cui si sono succeduti come assessori all’urbanistica Biondi e Ciavattini, si è trascinato questo iter senza mai portarlo a completamento ed il principale motivo per cui siamo qui a discutere il piano il 13 Dicembre 2011 ad oltre i tre anni dall’adozione, per la precisione dopo 1120 giorni, è dovuto al fatto che sono saltate le norme di salvaguardia e di fatto il comune di Manciano è al momento senza strumento urbanistico vigente.

Oggi quindi ci apprestiamo a dibattere e deliberare sulle osservazioni e sull’approvazione del piano strutturale.

Le osservazioni sono degli emendamenti al piano strutturale, detto in altri termini, le osservazioni sono delle proposte di modifica al piano stesso ed è giusto ricordare che il piano strutturale approvato può differire da quello adottato, solo ed esclusivamente per le osservazioni accolte tecnicamente e votate favorevolmente dal consiglio.

In quest’ottica ci teniamo a far presente da subito che il nostro voto a favore, contrario o di astensione si orienterà a seconda dell’esito della votazione delle osservazioni.

Fatta questa premessa di carattere generale, entriamo nel mezzo del dibattito politico, andando ad analizzare le cose realmente importanti.

Prima di fare il nostro “Je Accuse”, crediamo sia corretto esprimere un profondo “mea culpa” nei confronti dei nostri elettori e di tutta la cittadinanza.

Infatti per troppi mesi, abbiamo creduto alle favole dei nostri colleghi di maggioranza che ci raccontavano scuse varie sui continui rinvii relativi all’approvazione del piano strutturale.

Con colpevole ritardo, e di questo, scusandoci, siamo pronti ad assumerci tutte le responsabilità politiche, ci siamo resi conto di quali fosseri i reali motivi di questi continui rinvii. Ed ora, con estrema chiarezza ve li diciamo.

Iniziamo dal quesito più importante a cui noi daremo immediatamente la nostra risposta, ma crediamo che tutti aspettino una esaustiva risposta dal sindaco e dalla giunta.

Perchè il piano strutturale del comune di Manciano è stato tenuto fermo due anni e mezzo?

Tutto ruota intorno a questa domanda ed a quanto è accaduto in questi due anni e mezzo.

Oggi siamo qui a dibattere un testo simile a quello adottato nel lontano 2008, la domanda che ci sorge spontanea, e credo che sorga spontanea a tutti, anche a chi, non consoce la politica o i tecnicismi del piano strutturale è questa:

“Ma perchè se oggi andiamo ad approvare un piano strutturale simile a quello del 2008, questo non è stato approvato prima?”.

In attesa di alcune risposte, che siamo veramente desiderosi di ascoltare, siamo noi a svelarvi le vere motivazioni.

Prima di scendere nel dettaglio dell’argomento, invito l’assessore all’urbanistica a spiegare nel suo successivo intervento chi ha realmente condotto il settore dell’urbanistica in questi due anni e mezzo. Noi crediamo che sia a livello politico che personale, gli convenga dire la verità.

Vi renderete tutti conto durante questo consiglio comunale, che l’attuale maggioranza è composta da una schiera di assessori e consiglieri chiamati a fare il compitino, che consiste nell’alzare la mano a comando senza minimamente consocere gli argomenti da deliberare e soprattutto, anche se sicuramente lo avrete già capito, vi renderete conto chi realmente in modo oligarchico ha gestito il potere per questi due anni e mezzo, senza mai confrontarsi in dibattiti pubblici o interni alla giunta o alla maggioranza.

Dopo aver fatto questa interessante digressione, torniamo all’argomento principale del nostro discorso, cioè la vera motivazione per cui il piano strutturale è stato fermo due anni e mezzo.

In realtà tutta la questione ruota attorno al fotovoltaico ed anche se avremo modo di discuterne a fondo più avanti nelle osservazioni, dobbiamo fare chiarezza da subito.

Quando parliamo di fotovoltaico, non facciamo riferimento esclusivamente alla realizzazione dei grandi impianti industriali, ma ad una cosa ben diversa, come la richiesta di deperimetrazione di quasi 500 ettari nell’area di Montauto.

Infatti dovete sapere che è stata chiesta per conto della provincia alla regione toscana l’individuazione di un’area vasta circa 500 ettari come area idonea per gli impianti fotovoltaici.

E’ proprio nella speranza che tale richiesta venisse accolta, che è stato tenuto fermo per due anni e mezzo l’iter di approvazione del piano strutturale.

E badate bene, si sarebbe potuto approvare il piano strutturale ad Agosto 2009 e successivamente fare una variante urbanistica, così come più volte ribadito dalla provincia, per consentire la realizzazione degli impianti industriali.

Ma il vero obiettivo non era quello di realizzare gli impianti fotovoltaici industriali, bensì di deperimetrare e di conseguenza consentire su ogni centrimetro quadrato di quella porzione di territorio la realizzazione di impianti fotovoltaici, senza piano di miglioramento aziendale.

Detto il altri termini tutta quell’area sarebbe stata vocata al fotovoltaico, quindi su ogni singolo palmo di terreno, sarebbe stato possibile fare un impianto.

Proprio perchè ci piace portare fatti concreti, vi leggo un passo del piano strutturale circolato in commissione urbanistica fino a Settembre 2011 e cioè prima di essere ripulito dalla provincia e dalla regione.

“Ai fini della realizzazione delle centrali fotovoltaiche o comunque di altre forme di produzione di energia da fonti rinnovabili che non risultino attività connesse all’agricoltura si precisa che l’unica unità di paesaggio nella quale sono consentite risulta la CP4. Nelle altre UDP costituenti l’ossatura del territorio comunale, lo stretto legame tra produzioni agricole, assetto del paesaggio e sua percezione nonché la stretta connessione tra attività legate al D.GLS 228/2001 e la attività agricola e agrituristica o turistica in senso lato (intesa anche come gestione e riproduzione delle componenti paesaggistiche) fa escludere il ricorso a tipologie produttive aventi carattere di produzione di energia da fonti rinnovabili.”

Quindi come avrete capito dalla lettura di questo articolo, la proposta era di permettere una proliferazione esponenziale di fotovoltaici nei quasi 500 ettari della zona di Montauto, rendendo disponibile ogni palmo di quel territorio per l’installazione di pannelli a terra.

Ora vi chiederete: “ma perchè non troviamo questa proposta nel piano strutturale in approvazione oggi?”

Il motivo è semplicissimo. La regione non ha autorizzato la deperimetrazione di questi 500 ettari, ma “solo” di 126. Di questo discuteremo più avanti.

Quindi per il tentativo fallito miseramente di deperimetrare cinquecento ettari di territorio, rendendoli disponibili a fotovoltaico, non è stato approvato il piano strutturale nei tempi dovuti in questi due anni e mezzo, causando un danno immenso ed irreparabile al nostro territorio.

Qualcuno oggi ci dovrà spiegare il perchè di queste scelte, qualcuno dovrà rendere spiegazioni alla cittadinanza, perchè siamo tutti impazienti di sentire delle giustificazioni o la logica che ha animato questa linea politica.

Davvero era più importante tenere nel cassetto il piano strutturale e di fatto ritardare di due anni e mezzo lo sviluppo del territorio, per questo motivo?…

Erano stati tenuti debitamente in considerazione i danni causati alle aziende edili, ai professionisti ed cittadini da questa attesa?…

Può il sindaco spiegarci la logica di questa scellerata scelta politica?…

Noi ricordiamo benissimo quali fossero le promesse della campagna elettorale e quale fosse il ritornello continuo suonato dai musicisti della politica e cioè, in caso di vittoria elettorale, l’approvazione immediata del piano strutturale.

E’ evidente che, una volta vinte le elezioni, le priorità sono diventate altre e gli elettori sono stati traditi. E’ proprio questo secondo noi il termine giusto da utilizzare : tradimento del mandato amministrativo.

Adesso che i piani non sono andati a buon fine e la chimera non è stata raggiunta, qualcuno dovrà darci e darvi delle spiegazioni, ben consapevole che non c’è più possibilità di nascodere dietro ad un dito, quella che noi riteniamo essere una tragica Waterloo politica operata sulle spalle della popolazione.

Il dibattito sul piano strutturale sarà lungo ed articolato, ma ci tenevamo a fare subito questo preambolo, che spiegasse le vere motivazioni per cui siamo qui solo oggi.

Adesso siamo veramente curiosi di sentire le risposte della giunta e del sindaco, ma vi avvertiamo, preparatevi, perchè sicuramente sentirete il classico stridolio delle unghie di chi prova ad arrampicarsi gli specchi senza riuscirci.