Discorso Effettuato su Revoca delle Deleghe da Assessore a Cultura e Turismo il 14 Ottobre

Così come potrete vedere dal verbale che sarà redatto dal segretario comunale nei prossimi giorni, nessuno ha risposto ai quesiti posti nel discorso qui pubblicato.

In particolare non è stata data nessuna motivazione sul perchè sono state revocate le deleghe ed ancor meno è stato detto sulla questione riguardante l’interesse pubblico dell’atto.

Leggete e fatevi la vostra idea, vi invitiamo inoltre ad informarvi con le circa trenta persone che erano al consiglio, credo che il loro giudizio sia stato pressochè unanime.

Ecco il testo dell’intervento:

Credo sia giunto il momento di comunicare, mettere atti concreti sopra al tavolo, dire in modo chiaro alla gente il perchè delle nostre scelte e come la pensiamo.

E’ il momento di essere diretti e se qualcun ci rimane male, pazienza!

L’atto di revoca del 12-09-11 notificato dalla polizia municipale, così recita : “considerato essere venuto meno con il consigliere comunale, Sig. Giulio Detti, il rapporto di fiducia che deve essere alla base di una proficua collaborazione fra sindaco ed assessore, volto al perseguimento degli obiettivi strategici e di programma che ispirano l’unitarietà di azione della giunta comunale, revoco con decorrenza immediata il consigliere comunale Sig. Giulio Detti dal mandato di assessore e dalle seguenti deleghe: turismo, cultura, politiche giovanili e nuove tecnologie”.

Quindi secondo il sindaco il 12 settembre 2011 si rendeva necessario revocare il mio incarico, in quanto ero ostacolo al perseguimento degli obiettivi strategici e di programma dell’azione della giunta comunale, detto in altri termini secondo la sua valutazione era giusto licenziarmi senza giusta causa, perchè impedivo il raggiungimento di quegli obiettivi di programma, per cui ero stato democraticamente eletto dal popolo.

Credo sia evidente a voi tutti, analizzando il lavoro da me svolto in questi due anni, che tali motivazioni non sussistono e che questa scelta è stata puramente animata dalla volontà politica di soffocare ogni tipo di confronto democratico all’interno della maggioranza.

Sull’aspetto del perseguimento degli obiettivi programmatici, ci tornerò più avanti nel consiglio, perchè il sindaco, durante la ricognozione sullo stato di attuazione dei programmi, ci dovrà spiegare chi porterà avanti alcuni progetti da me iniziati.

Fra questi progetti ve ne cito alcuni come : il lavoro di riorganizzazione dell’ente, l’analisi e la standardizzazione dei procedimenti amministrativi, l’adeguamento dei piani esecutivi di gestione al decreto Brunetta, il modello matematico per la distribuzione delle risorse incentivanti ai dipendenti comunali, la contrattazione decentrata, il piano di informatizzazione dell’ente, il passaggio ai software open source e soprattutto la redazione del piano delle performance.

Quest’ultimo ricordo essere un atto fondamentale da effettuare entro il 31.12.11 in quanto dal 2012 i trasferimenti statali saranno vincolati ad alcuni parametri di virtuosità dell’ente.

In un periodo in cui la crisi economica investe anche il bilancio del nostro comune, essere virtuosi, significa non subire tagli dei trasferimenti statali. Quindi essere virtuosi è indispenpensabile per garantire ai cittadini il mantenimento dei servizi pubblici, senza innalzare la pressione fiscale.

Detto ciò, volevo soffermarmi meglio sulla parola sfiducia. In politica la sfiducia avviene quando si fanno tre tipi di azione : 1- sfiducia in occasioni pubbliche, 2- voto contrario in consiglio comunale, 3- sfiducia in comunicazioni ufficiali sulla stampa o atti ufficiali…

Invito chiunque a trovare una di queste azioni, durante la mia attività di assessore o da parte degli altri consiglieri del nostro gruppo, nei confronti della giunta o del sindaco.

Anzi i fatti dimostrano l’esatto contrario, come il nostro comunicato stampa ufficiale a pieno sostegno del sindaco effettuato il giorno successivo alla costituzione del gruppo, o il nostro comportamento al consiglio comunale dell’8 settembre, di cui vi invito a leggere i verbali.

Nonostante ciò il sindaco ha ritenuto necessario, al fine di perseguire gli obiettivi programmatici per cui siamo stati votati ed eletti, revocare a tutti i componenti del nostro gruppo le deleghe che ci aveva lui stesso conferito.

Tale comportamento risulta ancora più contradditorio se andiamo ad analizzare la composizione della nuova giunta ed in particolare la nomina ad assessore del consigliere Caccialupi, il quale durante la sua attività da consigliere comunale ha più volte ostacolato le proposte del sindaco, peraltro esprimendo la sua intenzione di voto a nome del pdl, in palese contraddizione con il civismo della lista Manciano Comune Aperto.

Ciò detto, credo risulti a tutti evidente, che la composizione della nuova giunta e gli incarichi conferiti, siano stati una distribuzione delle poltrone, operata, non negli interessi della collettività, ma semplicemente con fini politici per assicurarsi voti in consiglio comunale. Anche in questo caso, lascio a voi libertà di giudizio.

Molti cittadini mi hanno chiesto in queste settimane, sia per strada che su facebook, sulla legittimità dell’atto di revoca di un assessore dal suo incarico.

Numerose sentenze del tar e del consiglio di stato si sono pronunciate sulla facoltà di un sindaco di revocare, a piacimento e senza motivazioni oggettive, un incarico ad un assessore.

La giurisprudenza ormai è chiara e si può dire che, come affermato nella sentenza del consiglio di stato n. 209 del 23 gennaio 2007, revocare una delega è un potere del sindaco sindacabile, quindi contestabile, in sede giurisdizionale e che questa sua facoltà sta nel corretto uso della revoca, che non può discostarsi dall’interesse pubblico.

Quindi, come afferma la sentenza del consiglio di stato, la legittimità di revoca, ruota attorno all’interesse pubblico dell’atto.

Letto questo passaggio della sentenza del consiglio di stato la domanda che mi sorge spontanea è: “ma la mia revoca è stato un mero atto politico operato per epurare un assessore scomodo in quanto si informava troppo sull’azione amministrativa, portata avanti da pochi, riguardo temi delicati come ambiente, energie alternative ed urbanistica, oppure, un atto effettuato nell’interesse pubblico, in quanto non ero in grado di svolgere il mio ruolo?”

Credo che la protesta avvenuta su facebook sulla mia epurazione sia una testimonianza piuttosto evidente di quale fosse la volontà popolare e l’apprezzamento di tutti i cittadini, sia di destra che di sinistra, sul lavoro da me svolto in questi due anni è stato ampiamente dimostrato.

A tal proposito vorrei citare le parole pubblicate sul mio profilo facebook, non dal primo passante, ma dal direttore dell’apt della maremma toscana, Prof. Francesco Tapinassi, sui miei due anni di lavoro da assessore e sul mio principale progetto Vivamus:

“il mio arrivo in Maremma ha comportato avvicinarsi alle nuove tecniche di comunicazione on line, cambiando molto l’approccio del marketing turistico. Tra le tante persone che ho avuto l’opportunità di incontrare Giulio e’ stata una delle più attente e ricettive rispetto al nostro lavoro. Ne e’ nata una collaborazione importante, che ha visto l’apt partner dell’assessorato al turismo di Manciano, spesso citandolo come esempio di compartecipazione efficace e produttiva. L’esperienza di Vivamus ha riscosso un tale successo e visibilita’, sopratutto nei social media, da non poter trovare che il massimo apprezzamento. Le notizie degli ultimi giorni, senza voler entrare nelle vicende politiche che non conosco nei dettagli, mi hanno stupito perché ho trovato raramente tanto impegno e competenze nello svolgere un ruolo pubblico come quelle di Giulio Detti.”

Alla luce di quanto letto, mi domando con ancora più insisistenza: ma la mia revoca è stata realmente fatta tenendo conto dell’interesse pubblico?… lascio a voi, la libertà di giudizio.

Un altro tema che vorrei affrontare riguarda il significato parola collegialità. Nei giornali si è scritto che le motivazioni per cui noi abbiamo costituito il gruppo erano totalmente infondate e che soprattutto il sottoscritto, non doveva lamentarsi.

Cito le esatte parole pronunciate dal sindaco: ”l’ex assessore al turismo Giulio Detti, che oggi reclama mancanza di collegialità, sbaglia, perché da parte mia ha sempre avuto il massimo appoggio e la massima libertà in tutte le scelte fatte”.

Bene, ringrazio infinitamente il sindaco e la giunta per avermi dato piena libertà di azione e risorse economiche per portare avanti i miei progetti, ma la collegialità sulle descisioni è un’altra cosa.

Il ruolo di un assessore non si limita soltanto a svolgere il compito per la delega ricevuta, bensì, un assessore fa parte di una giunta e di un consiglio, e per svolgere bene il suo mandato, nell’interesse dei cittadini, deve interessarsi su tutte le tematiche della vita amministrativa e non limitarsi ad alzare pedissequamente la mano durante le giunte ed i consigli comunali.

Quando parlo di mancanza di collegialità, intendo la mancanza di confronto democratico e spesso anche di semplice informazione su delibere, atti e temi importanti che riguardano la vita amministrativa dell’ente e di conseguenza tutti i cittadini.

Credo che essere informato e partecipare alle decisioni sia non solo un diritto, ma un dovere per ogni assessore, consigliere e, per il mio modo di vedere la democrazia, anche di ogni cittadino.

Vi porto due esempi concreti per spiegare meglio cosa intendo per mancanza di collegialità, nel portare questi esempi non voglio entrare nel merito delle scelte politiche, ma solo evidenziare il metodo:

Il giorno 30/06/11 l’assessore all’ambiente firmava una lettera di intenti fra Coseca Spa ed il Comune di Manciano, senza dare nessuna informazione nè preventiva, nè successiva alla giunta o al consiglio comunale, vi leggo un passaggio di questa lettera di intenti:

Le parti (coseca e comune) convengono che è interesse comune e collettivo (già qui mi viene da dire a quale titolo coseca, non essendo certo un ente pubblico, definisce che qualcosa che è un interesse collettivo) quanto segue:

– la realizzazione/completamenteo di un impianto di cogenerazione che sfrutta il biogas prodotto dalla discarica per produzione di energia elettrica, nonchè di progetti alternativi per lo smaltimento del percolato;

– richiedere le autorizzazioni necessarie per l’utilizzo dell’area per lo smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi;

– lo sfruttamento di aree limitrofe al perimetro della discarica da bonificare per la realizzazione di impianti fotovoltaici a terra;

Ora è evidente che, una volta che viene convenuto, di conseguenza ci si impegna formalmente alla realizzazione di queste opere che sono di interesse comune e collettivo.

Credo sia il minimo, prima di prendere certi impegni vincolanti, quantomeno informare gli altri amministratori, spiegando loro perchè questi atti sono necessari per raggiungere quell’interesse comune e collettivo per cui sono stati eletti.

Ma voglio andare oltre con un altro esempio ancora più eclatante: il giorno 26-08-11 il comune di Manciano faceva richiesta di verifica di assoggettabilità alla regione toscana, per un ulteriore impianto industriale fotovoltaico di 81Mw ed oltre 120 ettari nella zona di montauto.

Non entro nel merito della scelta politica, ma semplicemente vorrei osservare che nessun componente della giunta o del consiglio, o almeno così mi risulta, ed invito il vicesindaco, gli asessori ed i consiglieri a smentirmi se mi sbaglio, erano a conoscenza di questa richiesta.

Eppure stiamo parlando di un impianto che se realizzato sarebbe addirittura il 3° impianto fotovoltaico per estensione e potenza al mondo.

Vi sembra normale far parte di in giunta e non sapere nulla di tutto ciò?… credo che adesso risulti a voi tutti più chiaro, cosa significhi mancanza di collegialità.

Vorrei inoltre ricordare, il percorso fatto negli ultimi due anni e mezzo, fui io a proporre il nome “Manciano Comune Aperto” durante le assemblee pubbliche sulla costituzione della lista, questo nome racchiudeva un significato importante e delineava un nuovo approccio alla vita politico/amministrativa, fatto di comunicazione e trasparenza.

Durante tutta la campagna elettorale siamo stati un gruppo aperto al confronto ed al dialogo, in relazione con tutte le forze politiche, economiche e sociali del territorio e proprio questo nuovo approccio fare politica, lontano dai partiti ed “aperto”, ha contribuito in maniera decisiva a far vincere le elezioni alla lista Mecarozzi.

Durante la compagna elettorale era stata promessa la possibilità a tutti e sedici i candidati della nostra lista di partecipare alla vita amministrativa, dovevano essere istituite delle commissioni extra-consiliari, come quella sullo sport ed il tavolo verde sull’agricoltura, dovevano essere convocati gli stati generali, dovevano essere fatte delle riunioni pubbliche con la popolazione, sia del capoluogo che delle frazioni.

In realtà andando avanti, la nostra amministrazione si è chiusa sempre più a riccio, via via evitando ogni tipo di confronto pubblico con l’esterno, fino a che anche il confronto democratico interno, si è sempre più affievolito.

In quest’ottica la costituzione del nostro gruppo è stata semplicemente un tentativo di rianimare quel confronto democratico necessario all’interno della maggioranza, il risultato è ormai cronaca.

E’ giusto però ricordare che i primi a fare il gruppo, anzi gruppetto, non siamo stati certo noi, bensì sono stati alcuni esponenti della maggioranza, che con la loro gestione oligarchica del potere, hanno via via escluso dalla vita amministrativa gran parte dei consiglieri eletti.

Concludo il mio intervento con una citazione che reputo pertinente, sia per il tema, che per il momento in cui viene espressa.

Tutti in questi giorni avrete sentito parlare di Steve Jobs e del suo celebre discorso fatto all’università di Stanford, vorrei citarvi un breve passaggio, in cui racconta la sua esperienza quando fu licenziato dall’azienda che lui stesso aveva fondato e portato al successo, la Apple.

A distanza di anni da quel momento, durante il suo discorso pubblico così disse:

“Non potevo accorgermene allora, ma venne fuori che essere licenziato dalla Apple era la cosa migliore che mi sarebbe potuta capitare. Ogni tanto la vita vi colpisce sulla testa con un mattone. Però, non perdete la fiducia”. Poi proseguiva così “Il vostro lavoro occuperà una parte rilevante delle vostre vite, e l’unico modo per esserne davvero soddisfatti sarà fare un gran bel lavoro. E l’unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate.”

Per me dopo due anni di duro lavoro, in cui ho trascurato la mia vita privata e la mia professione al servizio della collettività, ricevere dalla polizia municipale, l’atto di revoca, è stato un bel mattone sulla testa, ma non perdo la fiducia, perchè amo il lavoro che ho fatto e so di averlo fatto bene.

Per il sottoscritto l’impegno in politica è una passione ed in quest’ottica, a prescindere dal ruolo ricoperto, sono sicuro che riuscirò a portare avanti i miei progetti per il territorio… perchè io amo quello che faccio… e spero un giorno di poter dire, come Steve, che essere licenziato, è stata la cosa migliore che mi sarebbe potuta capitare.

Consigliere Comunale del Gruppo per Il Nostro Comune – Giulio Detti